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Spunti di riflessione

Ricapitolando

Quando il danno inizia nel sistema Limbico in particolare l’Ippocampo ci troviamo nel sistema che regola la memoria e il controllo emozionale.

Quando l’atrofia si estende nella zona Parietale. Siamo nella zona cerebrale che rappresenta il centro della percezione spaziale, sensoriale e della concentrazione. Le persone che presentano il danno in queste zone perdono la capacità di riconoscere i luoghi, gli oggetti e i visi delle persone.

Se il danno coinvolge la parte lobo temporale. Il Lobo Temporale è la parte del cervello che si trova proprio sotto le tempie. E’ il centro della parola e del controllo del linguaggio. In questa parte risiede il nostro modo di intendere la concezione del tempo. In questo momento la persona con una demenza deve far fronte ad una perdita devastante: la comunicazione. Ed è in questo esatto istante che i nostri cari perdono il controllo della loro vita, scivolando in un oblio senza ritorno. E’ in questo momento che la persona con demenza diventa una persona invisibile, non percepibile al mondo che la circonda. Eppure a volte proprio in questo stadio la persona con demenza nega di avere dei problemi pur vivendo una dimensione di disorientamento temporale perchè la memoria degli eventi recenti è distruttta.
In questo momento tutta la famiglia dovrebbe imparare o conoscere e strategie che li possono aiutare a mettersi in comunicazione con il proprio caro, invece di discutere con lui o metterlo in imbarazzo ricordandogli la sua perdita di memoria o provando rancore perchè non vengono più riconosciuti.

SE IL DANNO PROSEGUE NELLA ZONA OCCIPITALE. Qui ci troviamo nel retro del cervello dove si trovano vicini i lobi occipitali e parietali. In questo momento le persone colpite da demenza si trovano a dover affrontare numerosi problemi perchè principalmente perdono la loro visione periferica cioè possono solo vedere dritto davanti a loro, non vedono nulla di ciò che si trova ai loro lati tendendo anche a scontrarsi con le persone. Diventano ossessivi, spesso agitati, vagabondano, avviene una sorta di perdita della capacità del voler fare. Quest’atteggiamento viene spesso scambiato per una disobbedienza nel fare le cose. Iniziano a soffrire di abulia cognitiva cioè non trattenendo un’idea abbastanza a lungo, non riescono a completare nessuna azione sebbene iniziata. Perdono la capacità di leggere.

SE DALLA CORTECCIA VISIVA IL DANNO COLPISCE LA ZONA MOTORIA. Siamo nella fase di mezzo della malattia. In questo momento la persona inizia ad avere difficolta a compiere anche i più semplici movimenti come quelli relativi all’alimentazione o semplicemente lavarsi la faccia. Il corpo non riesce più a fare quello che la mente vuole.

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Elena Sodano

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    La Terapia della Bambola, che abbiamo l’onore di ospitare per la prima volta a Catanzaro, è una terapia non farmacologica, ideata dal Dott. Ivo Giovanni Cilesi che aiuta a ridurre i disturbi comportamentali e dell’umore dell’anziano. Attraverso l’accudimento e il maternage della bambola terapeutica la persona attiva relazioni tattili e affettive. Sempre per chi lo ignorasse, COSA IMPORTANTE, c’è da dire è che, la terapia della Bambola e’ un dispositivo medico in Classe I, registrato al ministero della salute V0880-Attrezzatura di supporto all’attività sanitaria-accessori. IDENTIFICATIVO DI REGISTRAZIONE BD/RDM NR 1560853. DATA PRIMA PUBBLICAZIONE 24/05/2017.-

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