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a Caraffa l’appello della Ra.Gi. per dare centralità alle persone con demenze partendo dai territori

La presidente Sodano parla del metodo Teci e del bisogno di centri diurni. Il sociologo della onlus, Costa: nel 2015 in Calabria tra 25mila e 41mila casi al netto del sommerso

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Catanzaro, 23 marzo 2019 – “In Calabria abbiamo bisogno di centri diurni. Non è pensabile che in questa regione ci siano solo due centri autorizzati operanti con il metodo Teci. Servono centri diurni territorializzati, le persone con demenze devono stare sui territori, devono vivere, non essere recluse”.  La presidente della Ra.Gi., Elena Sodano, lancia questo appello da Caraffa, dove venerdì scorso è proseguito il suo viaggio per la Calabria e l’Italia per far conoscere alle cittadinanze il metodo Teci, “Terapia espressiva corporea integrata”, un metodo, quello ideato da Sodano, basato sul contatto corporeo, per creare nuovi canali di comunicazione ancora possibili tra le persone con demenze e il mondo esterno.

Presente all’iniziativa pubblica la vice sindaca, Maria Cristina Riga: “Ciò che fate è straordinario, le porte di Caraffa sono aperte”, dice portando i saluti del sindaco, “assente per motivi personali”. Al tavolo dei lavori anche Anna Petruzza, presidente del Comitato “Borgo del benessere” di Caraffa, e il medico di medicina generale Eugenio Sirianni. Nel ruolo di moderatrice Martina Mercaldo, volontaria di servizio civile per Avis Catanzaro e componente del comitato “Borgo del benessere”.

Elena Sodano sostiene l’importanza di territori che includono. E cita l’esperienza del centro diurno “Antonio Doria” che la Ra.Gi. ha attivato a Cicala: “Grazie al sindaco di Cicala Alessandro Falvo – dichiara – è nato il primo borgo amico delle persone con demenze. Lì abbiamo fatto formazione ai negozianti e non solo, per una comunità dell’accoglienza”.

“La demenza – prosegue Sodano – non si può trattare solo con i farmaci. Molto spesso quei maledetti disturbi del comportamento non sono altro che bisogni non capiti, non ascoltati. La nostra esperienza da dodici anni a questa parte, lavorando dalla mattina alla sera, ci dice che si tratta di persone con una ricchezza inestimabile. Quindi non si capisce perché spesso vengono tenute rinchiuse, davanti a una televisione che parla un linguaggio che non voglio sentire e non capiscono. Sono universi comunicativi che dobbiamo comprendere, ma – avverte ancora la presidente della Ra.Gi. – dobbiamo farlo noi terapeuti formati. Le famiglie da sole non lo possono fare. Perché sarebbero schiacciate da responsabilità troppo grandi da gestire”.

“Per fare capire tutto questo – dice ancora Sodano – stiamo portando avanti delle battaglie intestine in tutta Italia, non solo a Catanzaro. Sono appena rientrata da Lecce, dove stiamo rivoluzionando le case di cura, con le quali bisogna creare delle sinergie”.

Il contesto lo descrive il sociologo della Ra.Gi. Davide Costa: “In Italia – spiega – sono oltre un milione le persone con demenze. E secondo l’Organizzazione mondiale della sanità queste malattie sono destinate a triplicarsi. In Calabria – aggiunge – secondo i dati del 2015 si stima un’oscillazione tra i 25mila e i 41mila casi, ma bisogna considerare anche i dati sommersi, persone di cui non si sa nulla. Il grosso problema – conclude – è rappresentato soprattutto dall’indifferenza”.

Per ulteriori informazioni: Francesco Ciampa, giornalista e addetto stampa freelance, per Ra. Gi. Onlus

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