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Corriere: Benvenuti a Cicala, il paese calabro amico dei malati di Alzheimer

Fonte: Corriere

Novecento anime, un centro per malattie degenerative, l’impegno collettivo a mettere in pratica una cura basata sull’integrazione anziché sui farmaci. Anche i negozianti hanno seguito un corso di formazione su come relazionarsi

Per soffrire di meno e «animare» i ricordi. Al Centro diurno per malattie degenerative «Antonio Doria», nato a maggio scorso a Cicala, nella Sila catanzarese, il Natale è stato vissuto anche quest’anno come l’occasione per ribadire che anche chi soffre di demenza può avere una esistenza «normale» e continuare a vivere in autonomia. Ed è andata in questa direzione l’iniziativa degli operatori del Centro che hanno organizzato per la vigilia dell’Epifania appena trascorsa un banchetto con 120 anziani dai 60 anni in su i quali hanno passato una intera giornata accanto alle persone con demenza.

Si è parlato di solitudine, quella che molto spesso vivono gli anziani non più coinvolti in situazioni di socializzazione. Ognuno ha potuto raccontare la propria storia e mettere a disposizione degli altri la sua esperienza. Per chi ha smarrito la memoria infatti esiste adesso una nuova tecnica che allontana i farmaci per far posto a un approccio di tipo esistenziale. Questo metodo, unico in Italia, si chiama Teci (Terapia espressiva corporea integrata) e mira a creare, attraverso la simbologia di queste persone, dei «ponti» di comunicazione ancora possibili che permettono di raggiungere chi, affetto da demenza, non può più relazionarsi all’altro in modo convenzionale, perché la sua facoltà di linguaggio è stata compromessa dalla malattia.

Benvenuti a Cicala, il paese calabro amico dei malati di Alzheimer

La tecnica è stata ideata da Elena Sodano, due lauree (Lettere e Filosofia) e una magistrale in Psicologia, ed è messa a fuoco nel testo Il Corpo nella Demenza (Maggioli, 2017), scritto dalla stessa Sodano che traccia il percorso rivoluzionario della terapia che ha come scopo quello di umanizzare le demenze. «La Teci è l’unica terapia che, grazie a supporti neuroscientifici, anatomo-funzionali e psicologici, ridefinisce – sostiene Sodano – i limiti corporei delle persone con demenze che vengono smarriti con il progredire della malattia». La nuova pratica aveva la necessità di essere utilizzata entro spazi e luoghi che fossero conformi alle esigenze ambientali dei malati. Detto fatto.

Benvenuti a Cicala, il paese calabro amico dei malati di Alzheimer

Ai piedi della Sila catanzarese il borgo di Cicala – 900 anime strette tra castagneti e vigneti, un pugno di case e una comunità che è la quintessenza dell’ospitalità – si è proposto ed è diventato il Paese amico delle demenze. È qui che è nato il Centro diurno per malattie neurodegenerative. Un luogo di aggregazione, di interessi, di scambi culturali, una pletora di attività che rendono meno tristi le ore alle 15 persone ospitate. Dentro si vive una bella atmosfera: si balla, si prega, si lavora a maglia o al telaio. C’è chi con un semplice scrocchiare di dita intona un canzone e chi con una carezza sulle guance inizia a ridere. La «camera dei ricordi» poi è il luogo della «ricostruzione» del passato. E qui che attraverso foto, scialli, cuscini, rosari si abilita la memoria ad attraversare il «ponte» che unisce quello che è stato con quello che è. I degenti hanno anche l’opportunità di fare quattro passi tra le viuzze del borgo dipinto con i colori della natura, dove ancora le chiacchiere tra comari e gli odori delle minestre tipiche sono terapia per queste persone con demenza. Nel programma del Centro c’è anche l’opportunità per i malati di interagire con le persone del luogo. Accompagnarli in visita nelle botteghe del posto, per esempio, è un criterio d’integrazione che sta dando risultati apprezzabili.

Per questo i 17 negozianti hanno intrapreso un corso di formazione di cinque mesi su come parlare e relazionarsi con loro. Una sorta di «tirocinio comportamentale» che aiuta il dialogo. Il Centro di Cicala o Alpade (Alzheimer Parkinson e Demenze), nato senza finanziamenti pubblici, è frutto di un pianificazione voluta dall’Amministrazione comunale guidata da Alessandro Falvo. Il Comune è partner del progetto che ha un respiro europeo – si chiama Dementia Friendly Community Italia – avviato in Italia dalla Federazione Nazionale Alzheimer e in origine lanciato dall’Alzheimer’s Society del Regno Unito, pioniera dell’organizzazione di Dementia Friendly Community in Europa. «Lo spazio Alpade rappresenta un territorio di cura delle demenze nel quale, grazie alla Teci e agli operatori debitamente formati, si riesce ad attivare un processo normalizzante di vita», spiega Elena Sodano. E prosegue: «Queste persone non devono essere viste come delle schegge impazzite solo da sedare, ma come degli universi umani e comunicativi a cui donare una dimensione di cura esistenziale e non solo assistenziale. Occorre capire che oltre la demenza c’è anche una vita», dice la fondatrice del Centro.

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