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Borgo amico delle demenze. L’appello del sindaco: “Non facciamolo morire”

FONTE: REDATTORE SOCIALE

L’esperienza nata in Calabria grazie al modello comunitario di cura messo in piedi dalla RaGi Onlus nel comune di Cicala, in provincia di Catanzaro. Un’attività conosciuta e apprezzata non solo nella regione. Il sindaco, Alessandro Falvo: “I fondi ci sono, troviamoli”

07 aprile 2019

CATANZARO – Paese dopo paese, città dopo città, il “modello Cicala” per la cura delle persone con demenza diventa sempre più conosciuto e apprezzato in Calabria e non solo. Il borgo della presila catanzarese, Cicala appunto, dimostra che le persone con demenza possono vivere a contatto con le comunità locali e sentirsi protagoniste, vive, riconosciute, nonostante la malattia: ne è convinta Elena Sodano, la presidente di Ra.Gi. Onlus che gestisce il centro “Antonio Doria” in quel comune facente parte della rete Dementia friendly community, le comunità amiche delle demenze caratterizzate da una concezione del “prendersi cura” basata sulle relazioni sociali, sull’inclusione, oltre la rassegnazione e la solitudine, oltre la logica dei ghetti.

Con Sodano si dice d’accordo anche Rodolfo Iozzo, sindaco di Settingiano, piccolo centro vicino alla città di Catanzaro. Anche a Settingiano, infatti, si ragiona sulla possibilità concreta di fare propria l’esperienza messa in piedi a Cicala: “Mi sono buttato a capofitto in questo progetto che mira alla realizzazione di una rete tra comuni per un sistema di assistenza e di cure sostenibile”, dice Iozzo intervenendo il 30 marzo nel corso di un incontro a Settingiano promosso dall’amministrazione comunale e dalla Ra.Gi. alla presenza di parlamentari, politici regionali e famigliari di persone con demenza. Di più: il sindaco dice di essere già all’opera per l’individuazione di una struttura idonea e per il coinvolgimento di altri Comuni del comprensorio.

Dal sindaco di Cicala, Alessandro Falvo, arriva però l’appello affinché il “borgo amico delle demenze” possa continuare a esistere. Il progetto, spiega Falvo, è partito grazie ai fondi Pac. Quindi, a maggio 2018, la nascita del centro “Antonio Doria”. Il progetto originario, spiega il sindaco, si è ormai concluso, “ma non abbiamo chiuso – precisa Falvo -. Da parte del Comune c’è la gratuità della struttura, mentre da parte della Ra.Gi. c’è la gratuità delle attività, grazie anche ai volontari del servizio civile”. Si cerca di andare avanti, quindi, “nonostante le piccole difficoltà”, mentre con l’assessora regionale alle Politiche sociali, Angela Robbe, prosegue il sindaco, “c’è un continuo scambio di idee per far proseguire il progetto”. “I fondi ci sono, troviamoli. Non facciamo morire una cosa che potrebbe davvero dare lustro alla Calabria”, è l’invito di Falvo. “Io – aggiunge il sindaco di Cicala – ce la metterò tutta. E ringrazio il sindaco di Settingiano che è venuto da noi e ha capito cos’è successo a Cicala”.

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